Ogni cosa è relazione
Architettura e counseling integrati
La costruzione di questo sito è stata un processo in risonanaza con il mio stesso lavoro.
Lo studio di comunicazione strategica Blendlab a cui mi sono affidata mi ha posto domande ficcanti, mi ha dato dei compiti, mi ha messo dei confini per raggiungere il comune obiettivo di realizzare uno spazio nel quale fossero chiari la mia professione, gli strumenti che offro, il metodo che uso.
Attraverso questo percorso ho fatto un focus che fino a questo momento ancora non avevo esplicitato sinteticamente e dettagliatamente.
Così i mille appunti sparsi ed i “pizzini” con i miei insight, i miei libri, i lavori già eseguiti e le tavole e fotografie di progetto sono stati il punto di partenza per elaborare una sorta di Manifesto: “cosa fa RI.Spazio” e “come fa RI.Spazio”, due testi nei quali cerco di rispondere a domande che per prima mi sono posta io.
Le quattro parole chiave, che uso anche come strumento per accompagnare le ed i clienti durante il processo di elaborazione progettuale, sono diventate delle icone per descrivere graficamente il mio metodo, grazie alla definita e brillante sintesi di Ilaria Grimaldi.




Durante questo paziente e lungo lavoro ho scoperto aspetti personali dei quali non ero pienamente consapevole e che, grazie al focus sulla comunicazione, sono emersi.
Su tutti due in particolare sono stati illuminanti:
attraverso ogni spazio, progettato insieme a chi lo abita, ho imparato qualcosa sull’abitare, sulle dinamiche interne degli spazi e su come sia la relazione, che instauro tra me e chi guido, il vero elemento propulsore del cambiamento.
Da queste esperienze ho dedotto un metodo, a cui ho dato il nome di RI.Spazio, basato su principi comuni ma declinato di volta in volta per essere compreso da chi guido alla scoperta di sé attraverso lo spazio.
Le fondamenta del percorso sono l’ascolto profondo di desideri e bisogni, che vanno al di là dello spazio formale e sono il nucleo generatore della trasformazione; quando vengono ascoltate ed espresse consapevolmente.
E qui ho avuto la seconda epifania.
RI.Spazio è una mia creatura, il frutto del mio percorso professionale da architetta, che ho deciso di arricchire con una specializzazione nel counseling.
Ed io dove sono?
Molto spesso ci sentiamo “non abbastanza” o, peggio, ci chiediamo come sia possibile che qualcuno ci dia valore, temendo sempre di essere stati fraintesi: si chiama “sindrome dell’impostore”.
Io ne sono vittima, come tutte e tutti quelli che si mettono in discussione, che hanno dei dubbi, che guardano oltre ed immaginano che chiunque sia migliore, abbia studiato di più, abbia fatto più pratica, abbia capito meglio, etc. etc.
Se da un lato questo costituisce uno stimolo ad approfondire e a mettersi in discussione, dall’altro rischia di essere un limite nel riconoscere le acquisizioni fatte, i valori, le competenze.
Viviamo in un’epoca che ci spinge continuamente ad essere performativi, felici, vincenti, soddisfatti. E quando invece ci sentiamo fragili, insicuri o insoddisfatti ci sentiamo “perdenti”.
Grazie al counseling ho scoperto che c’è una lettera potentissima: la E, di congiunzione, di insieme che consente “allo stesso tempo” di essere brave o bravi in ciò che si fa E spaventati dal non essere capaci.
Con quella congiunzione ci si da la possibilità di accogliere ogni cosa, senza giudizio.
Quindi, per rispondere alla domanda fondamentale di Daria Grimaldi -ed a me stessa: io sono Laura Di Stefano e sono un’architetta, ho una Visione chiara del mio mestiere -che chiamo così perchè rimanda al senso dell’esperienza acquisita sul campo, artigiana.
Amo lavorare confrontandomi con le persone, mi piace ascoltare, così come mi piace parlare, comunicare.
Ogni progetto diventa una nuova occasione per creare una relazione che cambierà sia me sia “l’altro”, con il comune obiettivo di realizzare un habitat accogliente, coerente con se stessi e che vada ben al di là della performance, che troppo spesso pesa anche nella realizzazione di casa.
Ciò in cui credo sopra ogni cosa è il potere della relazione, dell’incontro, del confronto; e del processo che intendo come progetto e, allo stesso tempo, come scoperta delle proprie risorse e dell’identità, per costruire uno spazio sostenibile per sè attraverso scelte consapevoli.






Le immagini sono tratte da:
“La casa vivente” di Andrea Staid, ed. add Editore
“Gestalt-Counseling” Petruska Clarkson, ed. Sovera
“La terapia centrata sul cliente” Carl R. Rogers, ed. Giunti